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Crivelli, Sinfonia Specchiante n. 3 per il film "La passion de Jeanne d’Arc" di Dreyer,

Conti-Rimini Chamber Orchestra-Muratori,

Esperia -DDD

 

Apprezzato autore di musica contemporanea, Carlo Crivelli ha al suo attivo numerose colonne sonore, tra le quali ricordiamo quelle scritte per "Le affinità elettive" dei fratelli Taviani e per "Il principe di Homburg" di Bellocchio. Non è quindi un caso se la Sezione Musica del Festival AdriaticoCinema si sia affidato a lui nel 1998 per commentare "La passione di Giovanna d’Arco" del grande regista danese Dreyer. Questa proposta ha portato alla creazione della Sinfonia Specchiante n. 3, incisa recentemente dall’ Esperia, la giovanissima casa abruzzese che con le sue scelte sta portando una ventata d’aria nuova sul mercato discografico. La sinfonia risulta divisa in quattro parti corrispondenti ad altrettante scene salienti del film e utilizza come fonte di ispirazione il Quartetto per archi, op 135 di Beethoven, che per l’occasione viene destrutturato, deformato ma ogni tanto riemerge nelle sue note originali. Il risultato finale è una musica dotata di una tensione emotiva fortissima che fa da contraltare alle drammatiche immagini di Dreyer. Si può a tal proposito affermare che la Sinfonia specchiante n.3 possiede una propria autonomia per cui, anche ascoltata senza il supporto visivo di riferimento, non perde né di pathos né di intensità. Queste, in sintesi, le caratteristiche salienti del brano in questione, ma un aspetto va sicuramente approfondito. Ci riferiamo alla scelta di utilizzare come motivo di fondo una composizione beethoveniana appartenente alla produzione dell’ultimo periodo, quando il genio di Bonn, ormai completamente sordo e sempre meno propenso alla compagnìa umana, diede vita ad opere completamente al di fuori degli schemi e perciò poco comprese dai suoi contemporanei. Una sorta di messaggio per le generazioni future recepito da Crivelli che si è anche assunto il compito di tradurlo in un moderno linguaggio musicale. Ma la trasformazione operata dal musicista romano, a dispetto delle numerose deformazioni, variazioni e svuotamenti effettuati, non lascia mai il posto all’ irriverenza o alla dissacrazione, due aggettivi che affiorano spesso parlando della musica contemporanea. Appare invece evidente un rispetto assoluto nei confronti di Beethoven e del suo dramma, le cui note sono lo specchio fedele dell’isolamento nel quale egli volontariamente si era rifugiato. Per altri spunti vi rimandiamo alla lettura del libretto di accompagnamento del disco, scritto da Riccardo Giagni, che vale quanto se non più di una recensione. Un plauso finale va alla Rimini Chamber Orchestra, diretta da Rinaldo Muratori ed accompagnata dal violinista Diego Conti, che dimostra compattezza ed elevata professionalità nell’eseguire un brano complesso come la sinfonia di Crivelli.

 

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