Beethoven,sinfonie n.7 e n.8 - Gardiner
La settima è sempre stata la mia preferita fra le nove sinfonie, sin dalla
prima volta che l'ascoltai (su vinile) nella mitica esecuzione di Erich
Kleiber. Fra le esecuzioni moderne, prediligo quella di John Eliot Gardiner
( Archiv ) con l'Orchestre Revolutionnaire et Romantique, che, come è noto,
usa strumenti d'epoca. L'approccio "filologico" di Gardiner non si
limita però all'uso di strumenti antichi: il celebre direttore inglese
schiera infatti un'orchestra di dimensioni "originali", formata da
una cinquantina di elementi (contro gli ottanta e più delle attuali
orchestre), quindi più aderente alla prassi esecutiva del tempo di
Beethoven. Le contenute dimensioni dell'orchestra permettono così di
mettere in maggior risalto il colore dei singoli strumenti, senza peraltro
che questo vada a detrimento dell'amalgama orchestrale. I tempi scanditi da
Gardiner esaltano la principale caratteristica della sinfonia, e cioè la
straordinaria verve ritmica di quella che Wagner definì " apoteosi
della danza " . Ne nasce così una gioiosa impressione di agilità e di
freschezza, che non esclude comunque momenti di riflessione e di meditazione
nel celebre allegretto. Le stesse considerazioni mi sembrano valere per
l'esecuzione dell'ottava sinfonia, abbinata nel CD alla settima, in cui,
nella festosità dell'insieme, spiccano la grazia e la delicatezza dell'
"allegretto scherzando".
Paolo Gallo