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G.MALHER - NONA SINFONIA
PIERRE BOULEZ - CHICAGO SYMPHONY ORCHESTRA
D.G. 457 581-2 (1CD) 1998
Questa sinfonia del congedo, posta sotto il segno del dissolvimento, sembra aprirsi ad un andamento frammentario. Si riduce al minimo quella densità polifonica che caratterizzava molte idee delle sinfonie precedenti. Manca la compattezza nella distribuzione dei quattro tempi e nelle scelte tonali: due lunghissimi tempi incorniciano un blocco centrale formato da due tempi di andamento più mosso. Pierre Boulez dà inizio al tema principale del primo tempo con battute rarefatte e disgregate, incerte e sospese in una melodia che prende forma e riappare poi in sempre nuove varianti, tutte affini, ma nessuna individuabile come formulazione definitiva del primo tema. A questa idea di intensità lirica, segnata da un mortale, dolcissimo abbandono, contrappone con netto contrasto e con gesto concitato un agitato tema in Re minore. Con consumata maestria porta avanti il tutto fino al catastrofico crollo per pervenire poi ad un congedo rarefatto, di infinita delicatezza. Riserva contorni apparentemente più nitidi e saldi al secondo movimento. Esalta il suo carattere goffo ed molto rude. Non trascura gli accenti a tratti spettrali, i gesti ossessivamente, pesantemente bloccati, oppure di forzata irruenza. Con il successivo Rondò-Burleske evidenza la scrittura che sfiora a tratti il caotico per accumulazioni di linee contrappuntistiche, con l'effetto di un assurdo, vertiginoso inutile vorticare. Oasi serena nel moto febbrile, nel demoniaco e concitato girare a vuoto, ci disegna una struggente sezione più lenta, quasi una vana e misteriosa speranza segnata dall'aprirsi di una finestra al momento della morte. Con un contrasto insanabile ci conduce all'Adagio finale. L'inizio viene giocato con l'innodica solennità del primo tema e del suo crescere in percorso ascensionale. Con un'orchestra che tocca momenti di rarefazione raggiunge il punto culminante, di massima luminosità. Nella sezione conclusiva sottopone il tema principale ad una progressiva dissociazione ed assottigliamento, che spinge fino alle soglie del silenzio. "sempre più lento, sempre più ampio, sempre più tenero, senza fine".
Un CD da collezionare unitamente ad altre prestigiose edizioni.
TRENTIN SERGIO