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Il compositore statunitense
Thomas Beveridge è una delle massime personalità musicali del continente
americano. Ex bambino prodigio, si è laureato ad Harvard, dove ha avuto
insegnanti del calibro di Thompson e Piston, per poi perfezionarsi a Parigi con
la leggendaria Nadia Boulanger. La sua produzione supera ormai i 500 brani, molti dei quali frutto di
commissioni ricevute dalle più prestigiose istituzioni degli USA. Ma Beveridge,
oltre ad essere un apprezzato compositore, si esibisce talora come strumentista,
svolge intensa attività didattica, dirige spesso importanti orchestre ed è
anche un bravissimo cantante, possedendo una ottima voce di basso.
Un
personaggio di tale levatura non poteva sfuggire alla Naxos che, nell’ambito
della collana American Classics, ha registrato dal vivo l’Yizkor
Requiem, un brano vocale-strumentale creato da Beveridge nel 1994. La
composizione è dedicata alla memoria dei genitori dell’autore, in particolare
a suo padre Lowell, organista, professore di musica sacra e sostenitore di un
movimento interconfessionale fra i popoli di fede cristiana, ebrea e musulmana.
Il
lavoro utilizza alcuni dei testi che accomunano l’Yizkor,
una commemorazione dei defunti che ha luogo alcune volte l’anno nelle
sinagoghe, ed in modo solenne nel pomeriggio dello Yom
Kippur, e la nostra Messa da Requiem.
Esso risulta diviso in dieci brevi parti dove i passi in latino ed in aramaico
si succedono o si sovrappongono coralmente in un’atmosfera che sembra
inizialmente propendere verso lo stile ebraico.
Ma,
andando avanti con l’ascolto, ci si rende conto che il requiem
risulta sostanzialmente legato alla musica contemporanea, poiché non è
difficile intravedervi echi sia di compositori francesi, quali Duruflé e
Poulenc, che di musicisti statunitensi, Bernstein in testa.
Dal punto di vista esecutivo, notevolissima appare
l’interpretazione del trio di cantanti solisti formato dal tenore Alberto
Mizrahi, dal soprano Christine Goerke e
dal mezzosoprano Susanna Poretzky. Ad
essi si affiancano il Coro e l’Orchestra della Choral Arts Society di Washington, diretti da Norman
Scribner, che completano un organico di assoluto valore.
In
conclusione possiamo affermare che l’Yizkor
Requiem, oltre a rappresentare una delle composizioni sacre più originali
degli ultimi anni, potrebbe offrire un grosso contributo al riavvicinamento fra
Cristiani ed Ebrei.
Marco
del Vaglio
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